Storia di Alassio
Origini - Storia di Alassio

Nata nel X secolo da un agglomerato di piccole case sulla collina sovrastante l'attuale borgo, Alassio passò prima in mano ai monaci Benedettini, che vivevano sull'Isola Gallinara, e poi sotto il controllo di Albenga fino al XVI secolo.

Cinta dalle mura nel 1521 a causa delle incursioni barbariche, Alassio entrò a far parte dei territori della Repubblica di Genova, città alla quale era legata anche nella guerra anti-francese.

Dopo essere passata sotto il dominio dei Savoia e presto riconquistata dalla repubblica genovese, venne occupata da Napoleone Bonaparte durante la propria campagna d'Italia, che la inglobò definitivamente nella Repubblica Ligure collegata al Primo Impero Francese.

Passata poi sotto il Regno di Sardegna nel 1815, Alassio entrò ufficialmente a far parte del Regno d'Italia dal 1861.

E' solo verso la fine del 1800 che la cittadina della Riviera di Ponente ha acquistato l'ormai consolidata notorietà grazie ai tanti turisti inglesi che vi pernottavano e vi passavano le vacanze estive. Primi fra tutti, la famiglia Hambury, che creò poi nei pressi di Ventimiglia gli omonimi giardini botanici.

LA LEGGENDA - Storia di Alassio

Alla testimonianza storica tuttavia, si aggiunge anche una leggenda, che getta un po' di mistero e curiosità sulla nascita di questo borgo di mare.

Secondo il mito popolare infatti Adelasia, principessa e figlia di Ottone I di Sassonia, fuggì in Liguria con Aleramo, suo scudiero e sposo contro il volere paterno.

Si narra poi che i due giovani trovarono rifugio nei pressi di Montenotte, una rocca che porta il nome di Adelasia. In onore della principessa l'insediamento venne chiamato "Alaxia", che poi mutò nell'attuale Alassio.

La leggenda è stata sostenuta anche da Giosuè Carducci che inserì proprio Aleramo nelle sue "Rime e Ritmi" come cavaliere ed esperto uomo d'armi.