Storia di Alghero
Preistoria – Periodo Romano - Storia di Alghero

Il territorio di Alghero inizia la sua storia circa 6000 anni fa durante il Neolitico: la civiltà nuragica ha eretto qui numerosi monumenti, come le necropoli di Anghelu Ruju (da cui anche il nome del vino prodotto ai vicini vigneti Sella&Mosca).
La civiltà nuragica ha lasciato in Sardegna almeno 6000 nuraghi, a testimonianza di grande ingegno: il Nuraghe si presuppone sia stata una fortezza dalla forma tronco-conica, costruito con enormi blocchi di pietra. Sotto il profilo architettonico la costruzione rappresenta la fusione esemplare del megalitismo ciclopico.

Ad Alghero il Villaggio Nuragico di Palmavera si trova a 10 Km dal centro abitato sulla strada per Porto conte.

Del periodo romano invece, Alghero conserva poche testimonianze, come la villa romana di Santa Imbenia, il santuario lustrale della Purissima e il ponte romano sullo stagno del Calich, che si attraversa dirigendosi verso l’aereoporto.

I Doria - Storia di Alghero

Nel 1102 una potente famiglia genovese, i Doria, avvertì la potenzialità di questo scalo marittimo: la città si trovava in una posizione strategica per quanto riguardava il commercio basato sulla esportazione di alimentari e lavorati, provenienti dalle zone interne della Sardegna. Nacque così un approdo di notevole importanza che, per le notevoli quantità di alghe che si depositavano in occasione delle mareggiate di Maestrale e di Libeccio prese il nome di L'Algarium, (l'Alguer in Catalano e S'Alighera in sardo).

Per la sua posizione geografica, Alghero sosteneva un ruolo molto ambito anche nei commerci che si svolgevano all'interno de Mar Mediterraneo, perciò i Genovesi dovettero difenderla ripetutamente dagli attacchi delle navi pisane e aragonesi.

I Catalani - Storia di Alghero

La città rimase genovese sino al 1353, quando i catalani sconfissero la flotta genovese comandata dall'ammiraglio Grimaldi, in una cruenta battaglia navale al largo di Porto Conte.

Nel 1354 Pietro IV d'Aragona, ripopolò Alghero di Catalani (alcuni sostengono fossero per la maggior parte graziati delle carceri spagnole e prostitute, ma questa tesi non ha per ora credito se non dalla stessa popolazione algherese), espellendo dalla città sardi e liguri. Si trattò di una vera e propria colonizzazione, che creò in Sardegna una piccola realtà con specificità catalane.

Alghero rimase per ben quattro secoli sotto la dominazione prima catalano aragonese e poi spagnola. La colonizzazione spagnola ha lasciato la sua impronta sull'architettura, nelle tradizioni cittadine, nalla cucina tipica con la sua famosa aragosta alla catalana e sopratutto nella lingua locale, tanto che ancora oggi è molto forte il senso di appartenenza degli algheresi alla cultura della madrepatria.

I Savoia - Storia di Alghero

Nel 1720 si instaurò il dominio di Casa Savoia, che capirono che Alghero non poteva rimanere isolata a causa della sua lingua nei rapporti di "scambio" economico, perchè l'italiano era la lingua dominante negli scambi mercantili. Nel 1812 Alghero fu colpita da una storica carestia, che mise in ginocchio la città, visitata in più occasioni dal monarca Carlo Alberto.

Nel 1855 il colera causò la decimazione della popolazione locale, si fa risalire a questo periodo l'arrivo in città, con approdo al porto, di Giuseppe Garibaldi, giunto a soccorrere parenti e potenti famiglie locali. Una lastra in marmo nella Torre del forte della Maddalenetta, nella parte fronte mare ricorda l'evento.

Dagli anni 60 ad oggi - Storia di Alghero

Agli inizi degli anni Trenta il volto di Alghero era comunque quello di una piccola città sospesa come per magia in un paesaggio naturale di eccelsa bellezza. Un primo scossone a questa serena compostezza fu caratterizzato dalla bonifica della Nurra e la nascita di Fertilia, e dal conflitto mondiale. Alghero e il territorio vennero bombardati, e il territorio fu occupato dalle truppe tedesche; la città riuscì comunque a risollevarsi, anche perché i danni, soprattutto per quanto riguarda la città vecchia, non furono fortunamente ingenti.

Negli anni '60 la città visse, come del resto tutta Italia, un momento di forte ripresa, accompagnato però da una forte speculazione edilizia che ha sui bastioni nei pressi di Porta a mare uno degli esempi più eclatanti, insieme ad alcuni Hotel posti sul litorale algherese.

Alghero cominciò ad espandersi a dismisura, la città "murata" non riusciva a contenere l'arrivo di abitanti dell'interland, sopratutto Villanovesi e Ittiresi, si fa risalire a questo periodo l'abbattimento di parte delle sue mura, per consentire il sorgere di nuove costruzioni.

Il resto e tutta storia contemporanea: l'espansione del settore turistico negli ultimi decenni, ha determinato una crescita enorme della città secondo banali tipologie edilizie.

Più per oggettive difficoltà che per disinteresse, ma per fortuna, il centro storico è rimasto abbastanza indenne dalla pressione speculativa.