Storia di Amsterdam
1000-1452 - Storia di Amsterdam

La storia antica della città di Amsterdam è paragonabile ad una dura e costante lotta contro l'acqua. Amsterdam sorge infatti su un terreno che fino al XI secolo era in parte coperto da paludi e soffriva le frequenti inondazioni dei suoi due fiumi Amstel e IJ. Per questo motivo, i primi insediamenti umani risalgono al 1100, quando gruppi di pescatori e agricoltori iniziarono a drenare le paludi e rendere i terreni coltivabili. Nel 1200 venne costruita la diga sul fiume Amstel (dove si trova l'attuale piazza Dam) e il 27 ottobre 1275 gli abitanti dei villaggi sorti intorno all'Amstel ottennero dal conte d'Olanda l'esenzione dalle tasse di navigazione lungo i canali, il che rappresenta la data ufficiale di fondazione della città.

Successivamente, la città di Amsterdam si sviluppò rapidamente: il commercio con i paesi nordici era in costante aumento e con esso la ricchezza della città. Sopravvissuta in qualche modo ai grandi incendi del 1421 e 1452, Amsterdam divenne in poco tempo il principale porto dell'Olanda e prese a configurarsi come la città commerciale i cui tratti rimarranno fino ad oggi.

1500-1700 - Storia di Amsterdam

Il XVI secolo vede la resistenza dei Paesi Bassi al cattolico Filippo II di Spagna. Quest'ultimo, preoccupato della Riforma Protestante che si stava propagando in tutto il nord Europa, iniziò quella che sarà definita la "Guerra degli 80 anni" e che porterà all'indipendenza di tutta la regione. Dapprima dichiaratasi alleata degli spagnoli, nel 1578 Amsterdam si proclamò capitale della Repubblica Olandese.

Il XVII secolo viene definito il "Secolo d'oro" di Amsterdam. In questo periodo la città divenne meta di numerose comunità: quella ebrea innanzitutto, ma anche quella di calvinisti e ugonotti, che cercavano un rifugio sicuro dalle persecuzioni religiose in atto in Spagna, Portogallo e Francia. Anche grazie ai numerosi immigrati, il commercio incrementò ancora verso nuovi mercati, e venne dato inizio all'industria di diamanti e del tabacco. Le navi mercantili olandesi collegavano tra loro Inghilterra, Francia, Spagna, Mare del nord, Africa, Nord America e Indonesia, dominando così il commercio mondiale.

Con il commercio, anche il numero di abitanti crebbe notevolmente e passò dalle circa 60,000 persone del 1600 ai quasi 200,000 del 1700. Per accogliere la grande moltitudine di persone, vennero costruite le tre cerchie di canali concentrici che tutt'oggi caratterizzano la città, e vennero affiancati da stupendi palazzi e case a tre piani. Amsterdam, divenuta ormai alla fine del ‘600 simbolo della potenza coloniale olandese, si affermò in questo modo come una delle città più ricche del tempo, cosmopolita e tollerante.

1700-1820 - Storia di Amsterdam

Lo sviluppo di Amsterdam dovette però arrestarsi lungo tutto il XVIII secolo, in seguito alle guerre Anglo-olandesi e contro la Francia di Napoleone. In questo periodo le ricchezze di Amsterdam città raggiunsero il loro punto più basso e le risorse della Repubblica olandese arrivarono quasi ad esaurirsi.

Intorno al 1800 la West India Company e la East India Company, prime "multinazionali" al mondo che controllavano i commerci tra Europa ed Asia, finirono in bancarotta.

Nel 1806, Napoleone invase i Paesi Bassi e trasformò la Repubblica olandese in una monarchia gestita dal fratello, Luigi Napoleone. Due anni dopo, il territorio venne completamente assoggettato al potere di Napoleone e annesso all'impero francese. Gradualmente Amsterdam perse il suo carattere mercantile.

Con la sconfitta di Napoleone a Leipzig, Amsterdam ottenne di nuovo l'indipendenza dall'impero francese e nel 1815 divenne la capitale del Regno d'Olanda, che a quel tempo comprendeva i territori di Belgio e Lussemburgo e le numerose colonie d'oltremare.

FINO AI GIORNI NOSTRI - Storia di Amsterdam

La fine del XIX secolo viene spesso definito il secondo periodo d'Oro di Amsterdam. Nonostante Belgio e il Lussemburgo ottennero l'indipendenza dal Regno d'Olanda, il paese riprese a crescere e vennero costruite nuove infrastrutture. La stazione centrale (1889), la ferrovia Amsterdam-Harleem (1839) i canali sul Reno e sul Mare del Nord, la Concertgebouw (1888) sono solo alcune delle numerose opere che caratterizzarono la nuova rinascita della città e l'inizio dell'era industriale.

Durante la prima guerra mondiale i Paesi Bassi rimasero neutrali, cercarono di fare lo stesso durante la seconda ma nel 1940 vennero invasi dalla Germania nazista.

L'occupazione tedesca fu particolarmente dura per la città, che venne derubata delle sue ricchezze e ridotta allo stremo. La numerosa comunità ebrea subì un numero impressionante di deportazioni e omicidi, il più alto in Europa. Dopo la liberazione da parte dell'esercito canadese nel 1945, e tramite i fondi del piano Marshall, i Paesi Bassi ricominciarono a crescere, anche se dovettero rinunciare al controllo sull'Indonesia dopo una guerra durata quattro anni.

Successivamente, la rivoluzione culturale che interessò tutta l'Europa negli anni '60 e '70, lasciò nella città alcuni tratti distintivi che durano fino ad oggi: approccio ecologico alle nuove costruzioni, preferenza nell'uso della bicicletta, tolleranza sulle droghe, riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, ecc...