Partenone


 

Partenone - Atene
Zona: Partenone
Metro: linea 2, Acropoli
www.acropolisofathens.g r/   info@acropolisofathens. gr
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Recensione di Mic+Ric

Simbolo per eccellenza dell’età classica, impossibile non riconoscerlo mentre si volge lo sguardo all’Acropoli, visibile pressoché da qualsiasi punto di Atene.

Il tempio viene costruito per volere del grande statista Pericle a cavallo tra il 448 e il 432 a.C. . Il luogo sacro viene dedicato ad Athena Parthenos (vergine) e con ogni probabilità sostituì un tempio precedente, distrutto durante l’occupazione persiana di Serse. La costruzione del monumento andava quindi anche a celebrare la vittoria dell’unione greca sul nemico comune.

La realizzazione del Partenone fu affidata a tre persone. Lo scultore e caro amico di Pericle, Fidia, fu incaricato come sovrintendente alla realizzazione dell’opera. A Fidia furono affiancati due architetti: Kallicrates (o Callicrate) e Ictino. Il primo già autore delle mura difensive di Atene, del tempietto di Athena Nike e, forse, anche dell’Eretteo. Ictino dovette provvedere a risolvere i problemi realizzativi più tecnici e, con Kallicrates, allestì il cantiere e le officine necessarie per mandare avanti il progetto. Tuttavia, le notizie che abbiamo non sono sufficienti per stabilire con chiarezza quali fossero i compiti di ciascun architetto e quelle su esposte sono solamente le ipotesi più accreditate. Vi è la possibilità che i due non abbiano nemmeno lavorato contemporaneamente.

Il Partenone di Pericle fu in realtà un ampliamento e prosecuzione del Partenone di Cimone (468 - 465 a.C.), al quale per altro aveva partecipato Kallicrates stesso. Le sei colonne della facciata divennero otto e quelle sul lato lungo furono portate da sedici a diciassette. La cella interna venne ampliata, per fare posto alla mastodontica statua di Fidia, l’Athena crisoelefantina, oggi perduta.

Il Partenone è dominato da una proporzione precisa, che è il rapporto 9 a 4, molto simile alla cosiddetta sezione aurea. Dividendo, ad esempio, la lunghezza dell’edificio per la larghezza si ottiene appunto 9/4. Stessa cosa per il rapporto altezza/larghezza della facciata e così via.

Ma il capolavoro "matematico" furono le correzioni ottiche di Ictino (scrisse anche un trattato). Tutte le colonne del Partenone sono snelle, pur essendo in stile dorico, e rigonfiate in modo impercettibile. Questo rigonfiamento viene indicato con la parola éntasis. L’accorgimento fa sì che all’occhio umano il colonnato appaia perfettamente armonioso e "dritto", visto che la tendenza percettiva della vista sarebbe quella di rendere concave le forme cilindriche in successione. Non è l’unica correzione di Ictino, per lo stesso motivo costruisce con un effetto "bombato" anche i fianchi dell’edificio e anche l’architravatura del tempio è in realtà leggermente modificata. Tutte queste piccole, impercettibili, modifiche correggono gli "errori" dei nostri occhi, permettendoci di percepire delle figure perfettamente dritte.

Nel corso dei secoli il Partenone ha subito ripetuti e radicali cambiamenti. Dopo aver resistito un migliaio di anni come tempio di Atena, subì il suo primo saccheggio nel V secolo d.C., quanto il sultano ottomano portò l’immensa statua di Atena (12 metri di oro e avorio!) a Costantinopoli, poi distrutta durante la Quarta Crociata. A seconda poi del dominatore del periodo, il Partenone divenne chiesa cristiana, poi bizantina, trasformato in moschea. Addirittura gli Ottomani, lo adibirono anche a deposito di munizioni. Una delle maggiori devastazioni avvenne proprio in questo periodo (finire del 1600), quando un colpo di cannone dei veneziani che assediavano la città fece esplodere l’arsenale. Poi, nel secolo successivo subì dei saccheggi più o meno legalizzati e ancor oggi frutto di dibattiti e battibecchi tra il governo greco e i musei di mezza Europa. Il caso più eloquente è quello del conte di Elgin, che ottenne dall’allora sultano il permesso di asportare molte statue dell’Acropoli. Oggi queste sculture, note anche come "i marmi di Elgin" o "marmi del Partenone", sono conservati al British Museum, al Louvre e parte a Copenaghen.

Uno degli ostacoli (o delle scuse) per la restituzione del maltolto è la mancanza di adeguati spazi al Museo dell’Acropoli, ormai al completo. Anche per questo è stato costruito il New Acropolis Museum, che vedrà l’inaugurazione nel marzo 2009.


di Mic+Ric

ultimo aggiornamento 11/03/2009 22:41


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