Storia di Atene
Origini e Mitologia

Come spesso accade per le città che vantano radici secolari, l'origine
di Atene è avvolta da un'aurea mitica. Secondo la leggenda Atene fu fondata da Poseidone e Atena.

Gli dei però, come è nello stile della mitologia greca, cominciarono a litigare per decidere se la città dovesse meritare il nome dell'uno piuttosto che dell'altra, così risolsero di affidare la contesa al giudizio degli ateniesi.

Poseidone promise l'appoggio in battaglia, Atena il dono della saggezza, intelligenza e pace, l'uno offri uno splendido cavallo bianco, l'altra un magnifico ulivo. Dopo una lunga riflessione i cittadini scelsero Atena, da cui quindi la città prese il nome, e la dea scelse il primo re ateniese: l'egiziano Cecrope, che era un mezzo uomo e mezzo serpente.

Poi Atene venne governata da dieci re (analogia con i sette re di Roma), l'ultimo dei quali fu Codro, ucciso dai Dori, durante un assedio.
La città di Atene si salvò proprio per questo motivo, secondo quanto previde l'oracolo di Delphi.

Probabilmente la vera fondazione di Atene è stimata nel III millennio a.C. e si trattava di un piccolo centro miceneo, concentrato inizialmente solo sull'attuale collina dell'Acropoli.
Le invasioni dei Dori ci furono davvero, la piccola città in qualche modo ne scampò e potè svilupparsi e fiorire sotto il cosiddetto medioevo ellenico. Atene s'ingrandì per aggregazione di villaggi più piccoli ("sinecismo"), un po' in controtendenza rispetto il classico modello di polis.

4 Tribù emergenti

Il nuovo ordine sociale dovuto alla scomparsa della civiltà micenea
pose le basi per lo spostamento del potere all'oligarchia che pose a capo delle magistrature i rappresentanti delle 4 tribù emergenti in Attica.

Esse stesse erano suddivise in fratie (combattenti uniti un tempo a scopo comune), che divennero espressione di suddivisioni religiose o numerico-parentale.

Aristocrazia

Presto il potere fu però assunto dall'aristocrazia e il governo
affidato a nove arconti, tutti di estrazione nobiliare, che mantenevano la
carica per un anno.
Un periodo di litigi e lotte tra ali arconti spinge Dracone ad assumere i pieni poteri di governo. Egli vara molte leggi durissime per porre sottocontrollo la città. Gli ateniesi in questo periodo, grazie a una
grande espansione economica, cominciano ad avanzare pretese di partecipazione diretta alla vita politica.
Per questo motivo Solone introduce una serie di riforme all'ordinamento cittadino, tra queste vengono aboliti gli schiavi delle gleba e
la schiavitù per debito.
Ma soprattutto Solone vara una costituzione e introduce un ordinamento timocratico, ossia basato sulla divisione dei cittadini in base
alle proprie ricchezze. Infine la vendetta passa dall'essere ritenuta motivo di orgoglio a essere catalogata come reato.


Le leggi di Solone non bastano. La classe media, gli artigiani e i
mercanti esigono il diritto di voto e appoggiano il colpo di stato di
Pisistrato, inizia la tirannia.
Pisistrato comincia la costruzione del Pireo, Atene si sviluppa economicamente.
Gli aristocratici riescono a cacciare Pisistrato per un breve periodo, il tiranno infatti riuscirà a tornare al potere e alla sua morte il governo è lasciato ai figli Ippia e Ipparco.
Nel 510 a.C. Ipparco viene ucciso e Ippia fugge in Persia. Il potere è ora nelle mani di Clistene, della famiglia degli Alcmeonidi.

Clistene

Clistene riformò il sistema di Solone introducendo una riforma radicale delle istituzioni cittadine: viene creato il Consiglio dei Cinquecento, (bulè) eletto dal popolo mentre l'Attica viene suddivisa in dieci tribù
che eleggono ognuna cinquanta delegati al Consiglio. Clistene introduce anche uno strumento per la difesa della libertà: l'ostracismo.

Le Guerre Persiane

Trovato il suo assetto politico, Atene vive i suoi più terribili anni
durante le guerre persiane, in cui dovette affrontare Dario I (490 a.C.) e
successivamente Serse (480 a.C.).
Ma grazie all'astuzia e a una per nulla scontata solidarietà con le altre città stato greche entrambe le volte gli ateniesi (e i Greci) riuscirono a respingere le numerosissime orde nemiche.

L'età d'oro di Atene viene solitamente legata all'ascesa al governo di Pericle esponente dei partiti popolari e progressisti. Pericle fa costruire i monumenti dell'Acropoli, distrutta dai persiani, tra cui il Partenone,
il "tempio della vergine", dedicato ad Atena con un imponente
statua d'oro e avorio, alta venticinque metri, costruita da Fidia.
Sotto il governo di Pericle, Atene raggiunse il massimo sviluppo democratico, con l'istituzione dell'assemblea cittadina coma capo della Lega Delio-Attica, un'alleanza anti-persiana nell'Egeo che si trasformerà in un impero ateniese.
Tuttavia proprio la lega sarà anche un po' la fonte del declino di Atene, visto che porterà la città a numerosi scontri con la lega peloponnesiaca, in quella che sarà appunto la trentennale guerra del Peloponneso (431-404)
che si concluse quindi col declino della famosa polis, la quale non riuscì più a tornare la potenza di un tempo.

Nonostante Atene avesse formato una nuova Lega nel 377, l'egemonia sulla Grecia passò, dopo un periodo di continue guerre intestine,
alla Macedonia coll'avanzare di Filippo II.

Alessandro Il Grande

di Mic+Ric