Storia di Bamako
La storia di Bamako è strettamente legata, se non identica, a quella del Mali.

Secondo i reperti archeologici scoperti nelle regioni di Gao e Timbuctu, il nord del Mali è abitato dal  5000 a.C. Al tempo il Sahara era una vasta prateria fertile. Nel 500 a.C., in questa regione, iniziò per la prima volta, l'utilizzo del ferro, il quale portò al primo insediamento organizzato, quello di Djenné. Già dal 6° secolo cominciarono le prime attività commerciali legate al sale,all'oro e agli schiavi, favorendo la nascita dei tre grandi imperi del Mali: l'impero del Ghana (l'odierno Mali e Senegal, fino al 11° secolo); il grande impero del Mali (dall'Oceano Atlantico fino all'odierna Nigeria, finì nel 14°secolo); l'impero dei Songhai(stessa area con capitale Gao, finì a causa delle armate marocchine nel 16° secolo).

Da quel secolo cominciarono ad arrivare le prime flotte europee, aggirando le classiche rotte commerciali, in modo tale da rompere il potere dei vari regni e delle città africane.
In seguito, si affermò un nuovo regno, quello di Ségou, del clan dei bambara, il quale controllò gran parte del Mali odierno, ma fu terminato per ben due volte dai foula dell'impero dei tukulor. La Francia iniziò ad espandersi nell'area proprio in quel periodo, nella metà del 19°secolo.

Il Mali entrò ufficialmente a fare parte dell'Africa occidentale francese nell'800. Le opere ereditate dall'epoca coloniale sono l'ampia rete di irrigazione dell'Office du Niger e la ferrovia Dakar-Bamako, la più lunga dell'Africa occidentale. Ambedue le opere sono state realizzate con il sangue degli schiavi maliani. Nonostante ciò, il Mali rimase sempre un paese molto povero, rispetto agli stati confinanti, poiché la Francia voleva che  diventasse una fonte di riso e cotone a basso costo, destinata all'Europa.

L'indipendenza del Mali avvenne nel 1960, dopo un breve periodo confederativo con il Senegal. Modibo Keita, il primo presidente, instaurò una sfortunata politica di stampo socialista, con un unico partito al potere. Tutta l'economia era in mano al governo, ma le poche industrie del paese, tranne quella del cotone, cominciarono a subire notevoli perdite.  Keita chiese alla Francia di sostenere il franco del Mali; una richiesta umiliante per un Paese neo-independente. Il presidente Keita fu deposto nel 1968 ad opera dell'esercito maliano, guidato da Moussa Traoré.

Durante la guerra fredda, il Mali si schierò con l'URSS. Intanto, il cibo scarseggiava e la colpa fu data alla siccità, ma il vero problema fu la cattiva gestione delle finanze da parte del governo. Dal 1970 al 1990 ci furono ben 5 tentati colpi di stato contro Traoré.
Nel 1990 ci fu la rivolta dei tuareg e,nello stesso anno, la prima dimostrazione pacifica del Mali,la quale portò 30000 persone nelle strade di Bamako.

Il 17 marzo 1991 l'esercito fece fuoco su degli studenti dimostranti. Ne morirono 150. Aumentarono le agitazioni nella capitale, così  il generale Amadou Toumani Touré prese in mano il Paese, arrestanto Traoré e i suoi più stretti collaboratori. Touré creò un governo provvisorio, dimettendosi l'anno dopo,come promesso, poiché si tennero le prime elezioni multipartitiche del Mali.

Nel giugno del 1992, Alpha Oumar Kunaré, un noto scienziato e scrittore, fu eletto presidente. Pur essendo competente e apprezzato dal suo popolo, dovette occuparsi della svalutazione del 50% del CFA e di un tentato colpo di stato. Nel 1997, fu rieletto e formò un nuovo governo composto anche  da personaggi di spicco dei partiti d'opposizione.

A differenza di molti leader africani, Kunaré si ritirò alla fine dei suoi due mandati,nel 2002, come dettava la costituzione da lui stesso redatta. Oggi Kunaré è il capo dell'Unione Africana e l'ex-generale Touré è stato ricompensato per la sua pazienza, diventando il nuovo presidente del Mali.

Oggi,il Mali rappresenta una democrazia modello nell'Africa occidentale. E' il terzo produttore d'oro del continente, l'agricoltura rappresenta il 50% del PIL e il cotone il 40% delle esportazioni.
Nonostante ciò, il Mali resta uno dei paesi più poveri del pianeta: uno terzo della popolazione è malnutrita, il 90% vive con quasi due dollari al giorno e l'alfabetizzazione fra gli adulti è del 19%. La siccità e l'invasione delle cavallette nel 2004,hanno dimostrato che il Paese sopravvive grazie agli aiuti internazionali. La corruzione locale e il debito internazionale aggiungono ulteriori difficoltà alla già grave situazione economica.