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Le origini
Secondo la leggenda fu Ercole a fondare la città seguendo la fine di un arcobaleno che gli permise di sconfiggere le forze del male. Al di là della mitologia Barcellona fu fondata attorno al 230 a.C. dai Cartaginesi. In seguito (fine I sec. a.C.) i Romani si stabilirono in questa piccola colonia organizzandola come un castrum fortificato (struttura militare in cui domina la regola della velocità e che si può tutt'ora intuire nell'organizzazione delle strade del centro) dandole il nome di Barcino. Tra i secoli V e VIII Barcellona passa in mano ai Visigoti e ai Mussulmani. Poi nell'anno 801 le truppe di Carlo Magno entrarono nella città. Il nord della Catalonia e l'antica Gallia visigota sono ora territori franchi e Barcellona diviene la capitale della marca spagnola. Già in questo periodo si può parlare di un popolo catalano residente soprattutto nelle pianure e nelle montagne a nord ovest della città che utilizzava una lingua simile a quella d'oc del sud della Francia e che pose le premesse per un distacco dal suolo francese. Nel 985 ancora una volta i Mori invasero e saccheggiarono la città, ma poco dopo l'anno mille venne riconquistata da un'unione di potentati locali e iniziò un capeggiati dallo sceicco di lungo periodo di prosperità che portò ad un'evoluzione molto rapida. Dal Medioevo alla Guerra di Successione
All'inizio del XII secolo, in pieno Medioevo, Barcellona vive un'epoca fiorente. Questo grazie al matrimonio tra Ramon Berenguer IV e una principessa aragonese che permise di unire i due territori sia a livello politico che economico. Cominciò un periodo di grandi espansioni soprattutto grazie al commercio aperto con il Mediterraneo e successivamente (XIII e XV secolo) alle conquiste territoriali che allargarono i suoi confini al regno di Valencia, alle Isole Baleari, alla Sicilia e a Cerdagne. Questa epoca fortunata terminerà alla fine del secolo XV a causa della peste nera e delle guerre civili. Il commercio marittimo incominciò a soffrire degli attacchi dei pirati, mentre la scoperta dell'America non fu ugualmente positiva per tutti i territori spagnoli, specialmente per la Corona di Aragona a cui non si permise di commerciare con le colonie americane sino al 1778. La Castiglia, però, non vedeva di buon occhio l'indipendenza della Catalogna così nel 1640 incominciò la cosiddetta Guerra dels Segadors (che ora dà il nome all'inno catalano) per frenare l'ondata di nazionalismo che era sorto nella città. Fu un colpo duro, ma non sarà l'unico. Tra il 1705 e il 1714, infatti, la ribellione dei contadini catalani sfociò in rivolte che culminarono nella Guerra di Successione che terminò con la conquista della città da parte delle truppe franco-castigliane. La repressione fu enorme e la lingua catalana fu proibita tanto nell'intimità, quanto nella vita pubblica. A ricordare la memoria di tutti i catalani caduti in questa orribile repressione oggi vi è el Fosar de les Moreres, situato nel Barrio Gotico, vicino alla Chiesa di Santa Maria del Mar. Dopo questa tremenda epoca di crisi Barcellona incomincia di nuovo la sua ripresa. Fu costruita un'enorme fortezza (i suoi resti sono oggi il parco de la Ciutadella), il quartiere del Raval e la Rambla. Ma nonostante le tensioni sociali erano sicuramente a fior di pelle. Il Secolo XIX
La prima metà del XIX secolo si caratterizzò per le rivolte e le convulsioni che confermarono l' evidente desiderio di cambiamento. Ma fu anche un'epoca di grande sviluppo industriale, tanto da farla riconoscere come "la piccola Manchester". Furono abbattute le mura medioevali permettendo un allargamento urbanistico senza precedenti. Nel 1859 venne approvato il piano di estensione alla periferia: nasce il famoso quartiere dell'Eixample, con il suo schema quadrato e suoi spazi pubblici. Verso la fine del secolo e gli inizi del successivo Barcellona incomincia ad essere un vero e proprio centro di avanguardia culturale, attenta alle innovazioni scientifiche, tecniche ed artistiche e ad ogni loro manifestazione. Si stava sviluppando lo spirito del modernismo, che impregnò tutta la città anche dal punto di vista architettonico. Vi entrarono artisti che innalzarono la fantasia alla sua massima espressione. Il massimo esponente fu Anton Gaudì con le sue magnifiche opere (La Sagrada Famiglia, El Parc Guell, La Casa Milà, La Casa Batlò...). Dal XX secolo ai giorni nostri
Qualche anno dopo la nota Settimana Tragica il generale Primo de Riviera istituì un colpo di stato attraverso il quale si erigeva a dittatore. Nel 1931 un periodo repubblicano fece rinascere le speranze e i nazionalisti catalani, ma poco dopo, nel 1936, le illusioni di democrazia svanirono e scoppiò la Guerra Civile Spagnola. Migliaia di persone furono costrette all'esilio, mentre i bombardamenti la distruggevano. Terminata la guerra nel 1939 si instaurò la Dittatura Franchista. La città soffrì dell'annullamento di molte libertà tra le quali il libero uso della lingua catalana e della sardana, la danza politica che ancora oggi ogni domenica mattina è possibile vedere nelle piazze principali. La democrazia tornerà in Spagna nel 1975 con la morte del dittatore Franco. Barcellona recuperò la Generalidad (l'organismo rappresentativo della Catalogna) e a seguito di un referendum avvenuto nel 1979 la camera dei deputati approva lo statuto di autonomia eleggendo l'anno successivo il parlamento regionale. Parallelamente cresceva il livello industriale e culturale seguendo le orme dei tentativi passati. Nel 1986 il Comitato Olimpico Internazionale annunciò che Barcellona sarebbe stata la sede dei Giochi Olimpici del 1992 e immediatamente incominciò un'opera di rinnovamento che portò ad una profonda trasformazione urbanistica della città aprendola verso il mare e culminò con la riuscita della migliore competizione olimpionica della storia. Fu un'occasione importantissima per proiettare al mondo l'immagine di una città moderna, aperta e ospitale. Nel 2004 il Forum delle Culture fu l'ultimo evento a livello mondiale celebrato a Barcellona, durante il quale si discussero temi fondamentali come la pace nel mondo, la diversità culturale e lo sviluppo sostenibile. Attualmente Barcellona è una delle principali destinazioni turistiche europee e si distingue poiché ha saputo mantenere la sua identità senza rinunciare alla convivenza con altre culture, si è rinnovata senza perdere le proprie tradizioni e si è trasformata in un città cosmopolita senza dimenticare i propri costumi. E' una città privilegiata, in continua evoluzione reinventandosi sempre ma rimanendo sempre più sé stessa. |