Il
Teatro Petruzzelli nacque dall’esigenza della città di
Bari di possedere un teatro degno di una
città desiderosa di elevarsi al livello delle altre
metropoli italiane. Nemmeno il Piccinni, edificato nel 1854, raggiungeva quell’ideale di austerità che
Bari meditava per suo teatro.
Il Comune approvò la proposta di sfruttare lo slargo della Marina per adibirlo a luogo in cui edificare il teatro. Fra tanti, il progetto accolto dal comune fu quello presentato da due commercianti di origine triestina,
Onofrio ed Antonio Petruzzelli, ideato dal loro cognato ingegnere, il barese Angelo Messeni. La proposta nel 1896 accolta, si concretizzò nel 1898, anno in cui iniziarono i lavori di edificazione del Teatro Petruzzelli.
Il Teatro Petruzzelli, orgoglio della città, esordì la sera del
14 febbraio 1903, quando si tenne la rappresentazione de "Gli Ugonotti" di
Giacomo Meyerbeer.
La notte tra il
26 e il 27 ottobre 1991 il teatro venne distrutto quasi interamente da un incendio doloso. L’ultima opera rappresentata fu la "Norma" di
Vincenzo Bellini. Ironia della sorte, tale opera si chiude con la scena di un rogo: "Vanne al rogo ed il tuo scempio. Purghi l’ara e lavi il tempio, Maledetta estinta ancor!" canta il coro, alla fine della
Norma.
Sono passati vent’anni da quella notte infuocata del 27 ottobre 1991 e attualmente si sono conclusi i lavori di ripristino del Teatro Petruzzelli alla sua funzionalità, con
l’inaugurazione a marzo 2009.
Si è lavorato affinchè la rinascita del teatro, costruito tra il 1898 e il 1903, fosse integrale, ovvero che tutto fosse rirpodotto fedelmente. Le immagini perdute per sempre degli
affreschi della cupola eseguiti da
Raffaele Armenise col racconto, in un bucolico liberty pugliese, dello sbarco veneziano per liberare la città dall´assedio dei Saraceni, verranno videoproiettate sulla volta, lasciata in semplice bianco intarsiato d’oro.
Una sorta di memoriale dell’originale, crollata durante l’incendio che distrusse completamente la sala a "ferro di cavallo" e parte del palco.
Per il resto fregi, stucchi, lampade e arredi sono stati clonati verosimilmente, sulla base del repertorio iconografico a disposizione. Difficile rifare, invece, il sipario originale, quello dipinto di allegorie e mitologia barese.
Il
Teatro Petruzzelli, dunque,
ritorna al suo antico splendore dopo un restyling storico-tecnologico.
di
valentinaultimo aggiornamento 28/04/2009 18:03