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Le origini
Le notizie più antiche su Bari sono molto frammentarie, e si fanno più sicure solo a partire dal IV secolo a.C. grazie alle testimonianze dello storico Diodoro Siculo, che afferma che i baresi sostennero aspre lotte contro i salentini per questioni di confine. In epoca romana, Bari doveva essere una roccaforte situata lungo la via Traiana, una delle più importanti strade dell'epoca. Nel 181 a.C. lo storico Tito Livio attesta il ruolo strategico della città nella lotta contro i pirati. I Bizantini
Fra il IV e il VI secolo d.C. Bari fu occupata da diverse popolazioni, ma i documenti relativi a Ostrogoti piuttosto che ai Longobardi di questo periodo sono molto scarsi. Più certamente, nel 999 il governo di Bisanzio cercò di consolidare il potere in Puglia. La straordinaria potenza che i bizantini avevano raggiunto nel Mezzogiorno indispettì i Saraceni, i quali nel 1002 assediarono Bari. Secondo la tradizione l'assedio durò dal 2 maggio al 18 ottobre. I Saraceni furono scacciati solo grazie all'intervento di una flotta veneziana, in onore della quale i baresi edificarono la Chiesa di S. Marco (ancora esistente) e posero in riva al mare un leone di pietra (probabilmente quello dell'odierna piazza Mercantile). Le invasioni
Nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate. Un lungo periodo di decadenza caratterizzò le dominazioni angioina, aragonese, e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d'Aragona e Bona Sforza. Bari subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l'ampliamento del porto ed un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell'entroterra, molto richiesti sui mercati esteri. Il 1800
Il 25 aprile del 1813, con Gioacchino Murat, fu posta la prima pietra dell'espansione cittadina al di fuori delle mura medioevali ("borgo nuovo", o "borgo murattiano"), caratterizzato dal tracciato ortogonale delle vie. La popolazione crebbe rapidamente dagli allora 18.000 abitanti ai 94.000 dell'inizio del XX secolo: divenuta capoluogo di provincia, vi trovarono sede edifici e istituzioni pubbliche (Teatro Piccinni, la camera di commercio, l'Acquedotto pugliese, il Teatro Petruzzelli, l'Università degli Studi) e la casa editrice Laterza. A metà del XX secolo la città si era espansa ulteriormente, in modo disordinato, giungendo a sfiorare i 400.000 abitanti negli anni settanta e ottanta. Il 1900
Nei primi anni del 1900 la città si sviluppò moltissimo sia come estensione che come numero di abitanti. I traffici mercantili e le industrie aumentavano la ricchezza della città, che si estese fino ad occupare l'intera estensione del borgo murattiano. Il contributo di Bari nella guerra del 1915-18 fu notevole e la città subì numerose incursioni aeree perché era sede di un comando di corpo d'armata e di un importante centro ferroviario. Durante il ventennio fascista Bari prese parte alle campagne di guerra promosse dal regime, e visse giornate di convinto patriottismo: durante la festa di S. Nicola, il Duce si affacciò dal balcone di Palazzo Venezia e annunciò la conquista dell'Etiopia e la proclamazione dell'impero, col grande entusiasmo della folla che ascoltava l'annuncio attraverso altoparlanti in piazza Prefettura e corso Vittorio Emanuele. Anche a Bari furono avviate persecuzioni contro gli ebrei, ai quali era vietato possedere automobili o apparecchi radio e ricoprire cariche pubbliche. Parecchi cittadini furono vittima di queste misure restrittive, anche se un trattamento di favore fu riservato a quanti avevano appoggiato la causa fascista. La caduta del fascismo e l'armistizio del 1943 ponevano fine ad uno dei periodi più drammatici di Bari e della storia nazionale. Oggi la città, fatta metropoli, affronta i fenomeni del pendolarismo e della deurbanizzazione, mentre crescono il terziario e l'area industriale. A causa della sua posizione Bari accoglie un notevole flusso di immigrazione dall'est. Alle porte del 2000 il centro storico viene ristrutturato e restituito a nuova vita, mentre si avvia al termine un profondo rinnovamento infrastrutturale che coinvolge porto, aeroporto, interporto e ferrovia. |