Il Muro


 

Check Point Charlie - Berlino
Zona: Kochstraße
Metro: U6 Kochstraße
www.berlin.de/mauer/index.it.html
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Recensione di Saint Club

Ogni turista che arriva a Berlino cerca innanzitutto una cosa: il Muro, il Berliner Mauer. O meglio, il poco che ne rimane.

Il primo indirizzo in proposito del Muro di Berlino è, di norma, il Check Point Charlie, all’uscita della fermata Kochstraße, sulla linea della metropolitana U6. In realtà al Check Point Charlie, il tutto si riduce ad una sorta di penosa messa in scena, con tanto di finti soldati sovietici pronti a farsi fotografare e un tratto di muro ricostruito dove non era, e probabilmente destinato, per fortuna, ad essere a sua volta abbattuto.

A due passi dal Check Point, un resto autentico del muro di Berlino si trova, invece, nella Niederkirchnerstraße, a fianco del Martin-Gropius-Bau. Famosa è poi la East Side Gallery, lungo la Sprea. Si tratta di un lungo tratto di muro, oltre un chilometro, che corre fra la Ostbahnhof e la Warschauer Straße e che è stato trasformato in un monumento, un memoriale alla libertà: artisti di ogni provenienza vi hanno realizzato numerosi murales, alcuni di grande impatto visivo, ma che l’esposizione al clima non certo mite di Berlino ha già in parte rovinato. E’ molto interessante la Gedenkstätte Berliner Mauer, centro di documentazione allestito nella Bernauer Straße, la strada che più di ogni altra rappresenta il muro nell’immaginario comune tedesco.

Il Muro di Berlino ha rappresentato per decenni l’emblema della divisione politica e ideologica tra est ed ovest della Germania e del mondo intero. La sua costruzione risale al 1961 quando le autorità dell’allora DDR (l’ex Germania Est), su pressione sovietica, per arginare il sempre più crescente fenomeno di fuga di persone che cercavano nella Germania Ovest, più ricca e progredita, un futuro migliore, fecero costruire questo maestoso muro che per trenta anni ha diviso la città di Berlino, la Germania e il mondo in due.

Tutto mutò improvvisamente verso la fine del 1989, quando sotto la spinta del Wind of Change, il vento di cambiamento (cantato proprio dai tedeschi Scorpions nell’omonima celebre canzone che è diventata il simbolo di quei giorni), il Muro crollò e finalmente la Germania tornò unita, e l’evento fu celebrato dallo storico concerto di Roger Waters, leader storico dei Pink Floyd, che proprio dal muro (The Wall), visto come simbolo di divisione, presero spunto per il loro disco più celebre.

Oggi del Muro di Berlino non rimangono che poche decine di metri riempite dai Murales creati in quei giorni di gioia e di sogni, ma comunque la sua visita rappresenta una tappa obbligata per coloro che si recano a Berlino, anche in virtù del suo forte significato simbolico, che per anni significò solo morte e divisione.

Clicca qui per la descrizione su Wikipedia del Muro di Berlino.

Molto ben descritto il Muro di Berlino in questo blog: clicca qui



ultimo aggiornamento 13/05/2009 17:59

Commenti

moi - iosonotozza@jhfdububnfu.it (utente non registrato)   4/05/2010 19:57:01

molto tozzo

 





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