Descrizione di Cairo
Ti saluta il rosso del deserto mentre stai per atterrare all'aereoporto e il vento secco ti da immediatamente il benvenuto in Africa. Il Cairo poi ti avvolge e ti confonde con le sue luci, il traffico, le urla della gente in centro, i rumori degli infiniti cantieri aperti verso la periferia.

Il Cairo è la città degli opposti, sulla Ring Road capiterà di vedere Mercedes lanciate a tutta velocità superare carretti trainati da asinelli. In Down Town turiste nei loro microtop e hot-pants spiate, sotto metri di tessuto nero, da donne che non mostrano neppure mani e piedi. In Zamalek la comunità internazionale si riunisce per godersi la movida cairota mentre in Sayda Zaynab le madri vanno a fare la spesa con figli e figlie alle dieci e mezza di sera.

Meraviglioso l'arabo che col passare del tempo non è più una massa di suoni informe perchè inizi a cogliere le prime parole e non si può perdere l'esperienza di spostarsi con i taxi neri e bianchi contrattando il prezzo prima di salire.

Le Piramidi, sogno universale da quando ne senti parlare per la prima volta a scuola dalla maestra, sono sorprendentemente vicine, le guardi in faccia passando a Giza in macchina. I vicoli stretti della Cittadella e gli odori, a volte troppo pungenti, ti parlano di un luogo sconosciuto, lontanissimo dall'immaginario comune.

Niente Faraoni e parrucche, niente templi e occhi bistrati di nero, niente papiri e gonnellini bianchi però il Nilo scorre sempre placido e le felucche dondolano pigre sulle sue acque. Gli uomini vestono ancora la galabbya e le donne portano il pane sulla testa in grandi ceste. I bambini a 4 o 5 anni sannò già cavarsela da soli e proprio quando ti senti stanco e ti prende lo sconforto li vedi sorridere scalzi per strada mentre portano a pascolare le capre e il Cairo ti rapisce di nuovo.

di Federica Maria Carbone