Storia di Losanna
Origini

Le origini della città di Losanna risalgono al quarto millennio a.C. quando i Romani costruirono un accampamento militare, chiamandolo Lousonna, sul bordo del lago dove oggi si trova Vidy.
Esso rappresentava una sosta fondamentale tra l’Italia e la Gallia.

Di fronte a un invasione tedesca nel IV sec. a.C., gli abitanti di Lousonna fuggirono verso l'entroterra collinoso che permetteva loro di difendersi più facilmente. Fu questo nuovo sito a diventare ben presto il centro medievale di Losanna.

I Duchi

Successivamente la città fu governata dai Duchi di Savoia e dal Vescovo di Losanna: sotto il governo di quest'ultimo, essa divenne un importante centro economico e religioso (la città si trovava lungo la via di pellegrinaggio tra Roma e Canterbury). Con l'appoggio dei conti di Savoia, i cittadini ottennero sempre più libertà fino al 1536.

Da questo momento, la città cadde sotto il governo di Berna con tutto il territorio dell'attuale Canton Vaud fino al 1798. E’ in questo periodo che molte delle sue ricchezze culturali furono rimosse e che Losanna perse importanza.

Nonostante questo, a partire dal XVIII sec. la città iniziò ad esercitare un grande fascino sugli scrittori e sui liberi pensatori dell’epoca, attirando personaggi come Voltaire, Dickens, Byron e TS Eliot (che scrisse qui il suo capolavoro “The waste land” ).

Dal 1800 ad oggi

Solo nel 1803, la città di Losanna diventò la capitale di un nuovo cantone, il Vaud, con il quale entrò a far parte della Confederazione Elvetica. In questo momento, Losanna contava 10.000 abitanti: dall'ultima metà del XIX sec., la città iniziò ad assumere l’aspetto attuale grazie a un rapido sviluppo.

Tra gli anni cinquanta e settanta fu la meta dell'immigrazione di molti italiani, spagnoli e portoghesi che si stabilirono nella zona di Renens.
La città è tradizionalmente tranquilla ma in seguito ad alcune manifestazioni che portarono a scontri con la polizia verso la fine degli anni sessanta, nacque il motto "Lausanne bouge" (Losanna si agita).

Grazie ad Alessia Besana - biba