Storia di New York
DALLE ORIGINI

La zona oggi nota come New York City è stata occupata dai nativi americani per più di 11.000 anni (gli indiani di lingua algonchina furono i primi abitanti di Manhattan).

Il porto di New York fu scoperto dal fiorentino Giovanni Verrazzano nel 1524, mentre era in servizio per Francesco I re di Francia. L'entroterra venne invece esplorato dal marinaio Henry Hudson nel 1609 per iniziativa della Compagnia Olandese delle Indie Orientali alla ricerca di un passaggio a nord-ovest. "Questa terra è talmente splendida che c'è da augurarsi di potervi posare il piede", scrisse Hudson.

Nel 1621 la compagnia ottenne lo sfruttamento del territorio e l'organizzazione amministrativa dagli Stati Generali delle Province Unite. Nel 1625 fu stabilito il primo insediamento permanente, Nuova Amsterdam e l'anno successivo, il primo direttore generale, Peter Minuit, acquistò dagli indiani l'isola di Manhattan, in cambio di $24 di ninnoli e ciondoli.

Nel 1955 fu costruito un muro che proteggeva i coloni dagli attacchi indiani, proprio dove ora sorge Wall Street. Nello stesso anno arrivarono anche i primi schiavi africani.

La città fu governata con fermezza dall'olandese Peter Stuyvesant, ma la colonia non produsse le ricchezze sperate e così New Amsterdam divenne la colonia inglese di New York intorno al 1670.

I PERIODI DELLA RIVOLUZIONE

Verso il 1730 cominciò a diffondersi il malcontento nei confronti dell'Inghilterra, e nel 1776 iniziarono le ostilità tra coloni e truppe inglesi. Nonostante i sentimenti dei newyorkesi, tuttavia, le truppe di re Giorgio III riuscirono a mantenere il controllo della città per buona parte della guerra e si ritirarono soltanto nel 1783 con la Pace di Versailles.

Quando George Washington ritornò a New York, il 25 novembre 1783, fu accolto come un eroe e, nel 1789 venne nominato primo presidente della Federal Hall.

IL XIX SECOLO

Ormai uno dei porti principali, New York divenne sempre più ricca.

Nel 1812 ci fu la guerra con l'Inghilterra, nel 1827 fu abolita la schiavitù in tutto lo stato e durante la guerra civile lo stato rimase fedele all'unione. Nel 1883 venne inaugurato il ponte di Brooklyn e nel 1898 vennero annessi alla città di New York, fino ad allora costituita unicamente da Manhattan, i quartieri Bronx, Brooklyn, Queens e Staten Island.

La seconda metà del secolo fu un periodo prospero per la popolazione di New York, che crebbe di numero grazie all'immigrazione europea (fine 800 2.000.000 ab.), e per gli uomini d'affari, avvantaggiati dallo scarso controllo sull'industria e dal mercato azionario della cosiddetta 'epoca d'oro'. Questi ultimi costruirono grandi palazzi e i primi 'grattacieli'.

IL XX SECOLO tra le 2 guerre

Nel 1900, New York era il cuore dell'industria americana. Nello stesso anno venne fondata la International Ladies' Garment Workers' Union per i diritti delle donne e dei bambini che lavoravano per pochi soldi.

Nel 1929 ci fu il grande panico a Wall Street che segnò l'inizio della depressione legato alla grave crisi economica mondiale. Nel 1931 fu completato l'Empire State Building.

Dopo l'elezione di Fiorello La Guardia, l'economia migliorò.

DAL DOPOGUERRA AD OGGI

New York emerse dalla seconda guerra mondiale fiera di sé e pronta a lanciarsi negli affari.
Dal 1945 ad oggi, New York ha attraversato periodi d'alterna fortuna. Divenuta la capitale finanziaria mondiale, la città rischiò la bancarotta negli anni '70. L'attività di Wall Street raggiunse il suo apice negli anni '80, ma attraversò anche la sua peggiore crisi dopo quella del '29.

Nel 1989 David Dinkins divenne il primo sindaco americano di colore che fu giustamente criticato per essersi limitato a presiedere l'amministrazione di una città che aveva invece urgente bisogno di riforme.

Andò meglio al moderato repubblicano Rudolph Giuliani, che nel 1997 vinse trionfalmente il suo secondo mandato grazie alla significativa diminuzione della delinquenza e alla debolezza dei suoi oppositori democratici. Per la prima volta dopo decenni, la città prese in considerazione colossali e necessari progetti per migliorare le sue infrastrutture.

Intanto, Times Square fu trasformata alla fine del millennio da quartiere a luci rosse dominato dal crimine e dalla droga in un'attrazione turistica senza precedenti.

Il clima di crescente fiducia nelle proprie forze che New York aveva dimostrato negli ultimi anni subì una brusca battuta d'arresto con i tragici attentati terroristici dell'11 settembre 2001, quando due aerei di linea dirottati si schiantarono sulle Twin Towers portando al crollo delle stesse e alla morte di circa 3.000 persone.

Il 27 febbraio 2003, circa diciotto mesi dopo l'attentato, è stato presentato il progetto ufficiale, che prevede la costruzione di cinque torri intorno al cratere prodotto dal crollo delle Twin Towers, lasciando anche scoperto il muro con il quale le fondamenta vennero isolate dalle acque del fiume Hudson. Il complesso prevede un museo, un centro convegni, una sala concerti, un albergo, negozi, spazio per uffici e lo snodo dei trasporti perché questo quartiere riviva.