Storia di Oslo
I Vichinghi
I primi abitanti della Norvegia arrivarono più di 10.000 anni fa, dopo l'Era Glaciale. Queste popolazioni primitive erano composte da cacciatori e raccoglitori di frutta, i quali seguivano lo spostamento dei ghiacciai che si ritiravano verso nord, per predare le renne. Il periodo più glorioso e significativo della Norvegia fu durante l'epoca vichinga, iniziato con il saccheggio del monastero di Lindisfarne, in Inghilterra, da parte dei pirati nordici nel 793 d.C.. durante tutto l'XIII° secolo, i vichinghi seminarono terrore in tutta Europa. Il leader vichingo, Harald il Biondo, unificò i territori norvegesi nel 900 e Re Olaf convertì l'intera popolazione al cristianesimo, prendendo esempio dalle aree conquistate. I vichinghi furono i primi grandi marinai ad attraversare l'Oceano Atlantico. Eric il Rosso colonizzò la Groenlandia nel 982. Nel 1001 il figlio islandese di Erik, Leif Eriksson, fu il primo europeo ad approdare sulle coste nordamericane a causa di un errore di rotta durante una traversata tra la Norvegia e la Groenlandia. L'età vichinga finì nel 1066, quando Re Harald Hardrada perse la battaglia di Stamford Bridge, in Inghilterra.

Il Medioevo e la nascita della città
Oslo fu fondata nel 1049 dal Re Harald Hardrada. Nei primi del 14° secolo il Re Hakon V vi insediò un presidio militare costruendo l'Akershus Festning, sperando che tale barriera potesse tenere lontani i terribili nemici svedesi sul versante orientale. Dopo che la peste del 1348 uccise più della metà della popolazione, la Norvegia decise di unirsi al Regno di Danimarca. Dal 1397 al 1624, le attività commerciali norvegesi furono gestite dalla capitale danese facendo passare Oslo in secondo piano, dimenticando a poco a poco i periodi prosperosi della città.
Una curiosità: la storia di Oslo inizia anche grazie ad un atto di gentilezza da parte di un giovane che conquistò i norvegesi e i libri di storia. Un migliaio di anni fa un giovane di nome Halvard vide un paio di uomini sopra una imbarcazione nel fiordo di Drammen che stavano tentando di annegare una donna. Halvard si precipitò per salvare quella donna, ma fu colpito più volte da delle frecce e morì. Il suo gesto sacrificale lo fece diventare immortale: attraverso la santificazione diventò il santo patrono di Oslo. La sua effige, oggi, si trova nello stemma della capitale norvegese.

L'annessione al Regno di Svezia
Nel 1624 Oslo fu distrutta da un enorme incendio, ma fu subito ricostruita dal Re Christian IV, che la rinominò Christiana. La nuova ubicazione di Oslo sorgeva sulla sponda occidentale del fiume, in modo tale da renderla ancora più difendibile dagli attacchi esterni. Nel 1814 la Norvegia si unì al Regno di Svezia e la capitale ebbe il suo momento di gloria: una forte crescita economica e politica, interrotta soltanto dalla separazione con gli Svedesi avvenuta nel 1905.

Nel 1925 la città tornò a chiamarsi Oslo.
Dopo essersi allontanata dalla Svezia, la quale garantì la nuova costituzione a patto che riconoscessero come loro Re quello svedese, la Norvegia visse un periodo molto florido fino all'inizio della prima guerra mondiale, nel 1914. La Seconda Guerra Mondiale
Nella seconda guerra mondiale i norvegesi si dichiararono neutrali, ma furono comunque invasi dalla Germania nel 1940. Il governo in esilio, continuò a rappresentare l'indipendenza della Norvegia durante la guerra, mettendo a disposizione degli Alleati l'intera flotta navale commerciale. Un'attiva resistenza tenne testa ai tedeschi nella parte settentrionale del Paese.

Il Dopoguerra
Il dopoguerra riportò il benessere in tutta la nazione grazie alla scoperta dei giacimenti petroliferi nel Mare del Nord nel 1970 e all'entrata nell' Associazione Europea di Libero Scambio nel 1960.
Oggi Oslo ha uno standard di vita altissimo ed è fra le prime 10 città del mondo per superficie: i suoi sobborghi sono aumentati considerevolmente negli ultimi venti anni.
Il vantaggio di questa crescita periferica è dovuto al fatto che la città sorge in una area verde contribuendo a fare di Oslo una città immersa nelle foreste.