Catacombe dei Cappuccini


 

Via Cappuccini 1 - 90129 - Palermo
Zona: Cuba Calatafimi
Mezzi: Autobus 389, Autobus 327
T. +39 (0)91 21.26.33
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Recensione di faith

Le famose Catacombe dei Cappuccini costituiscono il cimiterio sotterraneo del Convento dei Cappuccini, situato nel quartiere Cuba di Palermo, annesso alla Chiesa di Santa Maria della Pace. Tale Chiesa, chiamata così in onore della pace che fecero i due fratelli normanni, Ruggero e Boemondo, venne assegnata ai Cappuccini nel 1533, quando l'ordine giunse nella città siciliana e che, da allora, non ha mai cambiato sede.

Destinazione dei cadaveri dei frati era inizialmente sul lato meridionale della Chiesa e consisteva semplicemente in una fossa; spazio che ben presto non fu più sufficiente e costrinse i cappuccini a creare un altro cimitero nella zona dieto l'altare maggiore, sfruttando, si dice, antiche grotte esistenti. Quando anche questo cimitero non fu in grado di assorbire l'enorme quantità di cadaveri, determinata soprattutto dalle richieste di nobili che volevano essere sepolti in quel luogo, l'ordine fu costretto a pensare alla sepoltura nei sotterranei della struttura religiosa. I primi nobili che ebbero il permesso di sepoltura nel cimitero dei Cappuccini (che andava a poco a poco diventandosempre più pubblico) furono Don Carlo Firmatura, Don Carlo Agliata, insieme alla moglie Giuseppina e al loro figlio Don Bernardino, e Don Scipione Cottone.

Particolarmente impressionante, visitando le Catacombe dei Cappuccini, risulta il metodo di conservazione dei cadaveri utilizzato dai frati. Molto comune all'epoca, e per questo troppo raramente descritto nei particolari, esso consisteva nel porre i cadaveri in una stanza, seduti o distesi (talvolta su di una grata fatta di tubi di terracotta), dove rimanevano chiusi ermeticamente per un periodo di circa un anno. Successivamente, essi venivano trasportati in un luogo ventilato e coperto con tettoia, dove erano lavati con acqua e aceto; seguiva la collocazione in casse di legno o nelle nicchie lungo i corridoi dei sotterranei. Qui i cadaveri restavano finché i parenti fossero venuti a trovarli per tre anni di seguito portando loro la cera; in caso contrario, venivano rimossi, secondo un regolamento emanato dal Municipio di Palermo nel 1868.
Questo trattamento minuzioso non era seguito in periodi di grave epidemia, dove la conservazione veniva perseguita immergendo i cadaveri in un bagno di arsenico o di latte di calce; metodo utilizzato, per esempio, per l'imbalsamazione di Antonio Prestigiacomo, famoso per il suo colorito rossastro e gli occhi vitrei spalancati.

Altro unico trattamento adottato fu quello con farmaci chimici inventato dall'imbalsamatore Alfredo Salafia (lo stesso professore che imbalsamò Francesco Crispi) e utilizzato sul corpicino della piccola Rosalia Lombardo, morta all'età di due anni. Il procedimento, in seguito alla prematura morte del Salafia, non potè essere completato e la bambina, che era stata trasportata nel sotterraneo solo per il trattamento, prima di essere seppellita altrove, rimase ai piedi dell'altare oggi dedicato a Santa Rosalia. La sua salma è una delle più belle e allo stesso tempo impressionanti di tutte le Catacombe: il suo viso, rimasto perfettamente intatto nei secoli, sembra infatti proprio quello di una bambina addormentata, e da qui deriva il soprannome datole, appunto di “Bella addormentata".

Oggi le Catacombe dei Cappuccini custodiscono circa 8.000 scheletri e corpi mummificati, sepolti tra il 1599 e il 1881 (in seguito all'applicazione dell'editto napoleonico di Saint Cloud). È possibile accedere ai sotterranei e visitare i macabri corridoi attraverso una simbolica offerta all'ordine: dopo un claustrofobico tunnel, si accede alle lunghe e larghe sale, dove i corpi pendenti dalle pareti rendono il luogo lugubre e, nonostante gli ampi ambienti, quasi soffocante. Le salme dei cadaveri, appartenenti agli individui più diversi, sono posizionate per sesso e categoria sociale, nonostante la maggior parte di essi appartenesse alla nobiltà. Gli abiti indossati dalle salme sono quindi estremamente indicativi: si distinguono i prelati; i commercianti e borghesi nei loro vestiti buoni della domenica; ufficiali dell'esercito in uniforme di gala; giovani donne vergini vestite con l'abito da sposa non potuto utilizzare in vita; interi gruppi famigliari disposti in piedi su alte mensole delimitate da sottili ringhiere; e molti altri ancora.

Vanno ricordate, infine, due curiosità: la visita, avvenuta nel 2 novembre 1779, del Pindemonte, che rimase talmente colpito dal cimitero sotterraneo da cantarlo nel suo carme I Sepolcri; da qui, la riconoscenza della città, che gli intestò la strada che porta alla Chiesa dei Cappuccini. Inoltre, nel cimitero annesso al complesso, si trova la tomba dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, morto nel 1957.


Orario di apertura:
Tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:30
Il biglietto è un'offerta libera per i frati Cappuccini.



di faith

ultimo aggiornamento 11/02/2010 00:23


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