La Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio, chiamata comunemente dai siciliani Chiesa della Martorana, è un bellissimo esempio dell'insieme di stili che caratterizzano molti degli edifici religiosi e storici di Palermo. Situata in piazza Bellini, si trova a pochissimi passi dai Quattro Canti e da piazza Pretoria, e rappresenta insieme ad esse uno dei nuclei artistici più spettacolari della città.
La Chiesa fu fondata nel 1143 per volere di Giorgio d'Antiochia, grande ammiraglio siriaco al servizio del re normanno Ruggero II dal 1108 al 1151, e da cui deriva il nome di S. Maria dell'Ammiraglio. Il soprannome della Martorana, invece, le venne dato in onore di Eloisa Martorana, fondatrice, attorno al 1394, del vicino convento benedettino cui la chiesa venne ceduta come cappella dalla corona d'Aragona.
Numerosi restauri e ristrutturazioni hanno coinvolto la Martorana, nascondendo la sua lineare forma normanna dietro la facciata barocca sul fianco sinistro della Chiesa che dà sulla piazza. La Chiesa possiede una pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l'atrio, sui quali si affaccia un portale assiale (ancora esistente), secondo l'architettura delle prime chiese cristiane. L'accesso all'edificio è costituito da un elegante campanile-portico a pianta quadrata risalente al XIII secolo, in basso aperta da arcate a colonne angolari e con tre grandi ordini rischiarati da grandi bifore. Inizialmente isolato, nel XVI secolo venne collegato alla Chiesa quando, per ingrandire l'edificio, vennero aggiunte altre due campate all'intera struttura. In questo stesso periodo l'abside, distrutta alla fine del XVII secolo, venne sostituita con l'attuale cappella barocca a tarsie marmoree.
L'interno della Chiesa è famoso soprattutto per le decorazioni musive di periodo bizantino che rivestono la parte superiore delle pareti e la cupola, le più antiche di tutta la Sicilia; e per gli splendenti mosaici della cupola al centro della navata principale, che raffigurano il Cristo Pantocratore circondato da quattro arcangeli (Michele, Gabriele, Uriele e Raffaele, tre originali più uno apocrifo); subito sotto, otto profeti e, nelle nicchie, i quattro Evangelisti. Nella volta centrale della Chiesa, immediatamente precedente la cupola, si distinguono la Natività (sulla sinistra) e la Dormizione (morte) della Vergine.
Nelle prime due campate, aggiunte nel '500, si trovano invece affreschi settecenteschi di Olivio Sozzi, Antonio Grano e Guglielmo Borremans; in particolare, sulle pareti che originariamente costituivano la facciata della Chiesa, catturano l'attenzione le due decorazioni musive che raffigurano Ruggero II che viene incoronato da Cristo (a destra) e Giorgio d'Antiochia prostrato alla Vergine (a sinistra).
Un'ultima curiosità da aggiungere è legata a un particolare dolce palermitano realizzato con pasta di mandorle e famoso in tutta Italia, detto frutta di Martorana. Il nome deriva proprio dall'omonimo edificio religioso: in occasione della visita di Carlo V a Palermo, nel giugno 1537, poiché nel giardino della Chiesa gli alberi di aranci non avevano ancora dato i frutti, le monache, per renderlo più bello, realizzarono arance di pasta di mandorle dai vivaci colori. Da qui, la tradizione della famosa frutta di Martorana.
Oggi nella Chiesa della Martorana vengono celebrate funzioni in rito greco-ortodosso.
Orari di apertura della Martorana:
Dal lunedì al sabato: dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 17:30.
Domenica dalle 8:30 alle 13:00.