Cuore pulsante dell'Albergheria (uno dei sei quartieri normanni della città) è Ballarò, il più antico tra i mercati di Palermo, che si estende da piazza Casa Professa ai bastioni di corso Tukory verso Porta Sant'Agata.
Così chiamato da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano i mercanti che lo frequentavano (sebbene il Gabrieli sostenga che Ballarò derivi da Ap-Vallaraja, titolo dei sovrani della regione indiana del Sind, perché vi si vendevano le spezie provenienti dal Deccan), Ballarò è la meta perfetta per chi vuole gustare tutti gli ingredienti di base della cucina siciliana e carpirne i segreti.
Frequentato giornalmente da centinaia di persone, il mercato è infatti aperto mattina e pomeriggio e offre la più vasta scelta di mercanzie: dal rinomatissimo pesce (con una varietà che va dal pescespada alla sarda, anche nella caratteristica versione sotto sale) ai cibi cotti tipici della cucina palermitana, come cipolle bollite o al forno, panelle (frittelle di farina di ceci), cazzilli (crocchette di patate), verdure lesse, polpo e quarume (interiora di vitello).