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LE ORIGINI GEOLOGICHE Alcuni studiosi ritengono che Panarea sia l'isola più antica dell'arcipelago eoliano; infatti, si pensa che, insieme con gli isolotti che le stanno intorno, costituisce ciò che resta di un antico vulcano. Probabilmente, Panarea, Basiluzzo, Spinazzola, Dattilo, Lisca Bianca, Bottaro, Lisca Nera e gli altri scogli che emergono dal mare ad est dell'isola, sono i resti di formazioni vulcaniche subaeree nate da un esteso rilievo vulcanico sottomarino. Di queste formazioni vulcaniche emergenti dal mare la più importante è l'isola stessa, che è sorta, evidentemente, come un regolare vulcano di forma conica, che doveva avere alla sua sommità almeno due crateri, l'uno a sud dell'altro. Ciò che resta oggi dell'isola è solo la metà orientale dell'antico vulcano, sezionato quasi assialmente. I PRIMI INSEDIAMENTI Nell'antichità il suo nome era Euònymos, ovvero infausta, per i suoi fondali pericolosi, contornata com'è di scogli più o meno visibili. Non si sa con precisione da cosa deriva il nome Panarea: forse, da Panaireo, che significa sopravvissuto a tutto, perché questa isola è quanto rimane di un gigantesco sconvolgimento geologico, avvenuto in epoca remotissima; forse, invece, da Panaria, cioè tutta sconnessa, dato che l'origine tormentata dell'isola era già nota nei tempi antichi. L'isola fu abitata fin dal III millennio a.c. probabilmente grazie alla sua posizione favorevole e alla natura verdeggiante. L'insediamento più importante sorse sul promontorio di Punta Milazzese dove è stato portato alla luce intorno al 1950 un villaggio preistorico risalente alla media età del bronzo (XIV-XIII sec. a.C.). Rimangono visibili 23 capanne di forma circolare e ovale ed una sola di forma rettangolare, dotati in gran parte di recinti o vani aggiunti, in parte lastricate. All'interno sono stati trovati numerosi reperti, tra cui ceramiche di produzione locale e d'importazione micenea atestanti i rapporti commerciali con l'Egeo, macine e mortai.L'isola fu stabilmente abitata fino al periodo romano. Sull'isolotto di Basiluzzo (il cui nome significa "Re") sono stati rinvenuti i resti di una villa romana di epoca imperiale, della quale oltre a tratti di muro si riconoscono minimi resti di pavimenti a mosaico. Nell'estremità Sud-Est dell'isolotto (nell'unico punto dove si può accedere al pianoro superiore) a circa 4 metri sotto il livello del mare si trova un piccolo porticciolo anch'esso di età imperiale romana. LA NUOVA PANAREA In seguito Panarea restò deserta per molti secoli. Nel sec. XVI i pirati la usavano come base in occasione delle loro incursioni contro le coste italiane; una contrada conserva ancora il menome del terribile pirata Dragut. Solo nel sec. XVII l'isola ricominciò ad essere abitata da circa un centinaio di persone che producevano grano, legumi e frutta che commerciavano anche a Lipari. La notorietà di Panarea è recente, così come il suo turismo, che risale agli anni 1950-60. |