Storia di Santiago de Compostela
Se Roma e Gerusalemme si guadagnano i primi due gradini del podio in materia di pellegrinaggi, Santiago fa di tutto per non farsi soffiare il terzo posto. Fin dal Medioevo infatti, Santiago fu meta di pellegrini che dalla Spagna o dalla Francia si mettevano in marcia per raggiungere il luogo dove venne sepolto San Giacomo.
Anche se il Santo perse la vita in Palestina, fu proprio la Galizia il primo luogo in cui egli decise di dare il via alla sua opera di evangelizzazione a causa del culto celtico diffuso fra le genti di quella regione. Quando dunque venne decapitato in Palestina nel 44 d.C fu un angelo a guidare con i discepoli del santo, la nave che riportò le sue spoglie in Palestina.

La Galizia tornò ad essere visitata solo nel IX sec. quando i divieti di introdursi nella regione le persecuzioni cessarono. Qui venne ritrovata una tomba di epoca romana, contenente tre corpi di cui uno senza il capo e una scritta, prova del fatto che si trattava di Giacomo, figlio di Zebedeo e Salomé. I pellegrinaggi iniziarono verso la fine del IX sec. quando i monaci Benedettini fissarono la propria residenza nei pressi di un tempio che Alfonso II re di Galizia fece costruire nei pressi della tomba. Successivamente, il vescovo Diego Xeimirez diede il via alla trasformazione della città in vero e proprio luogo di culto e pellegrinaggio terminando la costruzione della Cattedrale e arricchendola con numerose reliquie.

Questa la storia di San Giacomo, più volte ritratto come Matamoros, intercessore e alleato celeste dei monaci di Spagna, nell'eterna lotta contro i Mori.