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Antichità Le isole Canarie furono visitate nell'antichità dai Fenici, dai Greci, e dai Romani, che situarono qui il Paradiso, i campi Elisi o il giardino delle Esperidi, ma uno dei primi documenti affidabile sull'isola risale al I secolo, quando Plinio ci parla di una spedizione inviata dal re della Mauritania Juba alle isole, dalle quali gli portarono, come ricordo dell'avventura, degli enormi cani da cui deriva il nome dell'arcipelago "Canarias". Non è strano che nelle prime storie e leggende sulle Canarie , si parlasse quasi sempre di Tenerife come Nivaria (montagna innevata) per via del Teide, un grande vulcano visibile a decine di chilometri di distanza sopra le nuvole, e questo faceva una notevole impressione agli antichi navigatori. Molti autori antichi ritenevano che le Isole Canarie erano i resti visibili e più elevati del misterioso continente affondato di Atlantide. Le isole hanno subito molti tentativi di conquista, sempre sanguinosi per la forte resistenza degli aborigeni Guanche. La conquista degli Spagnoli Celeberrima fu la battaglia di Tenerife tra spagnoli (poi vincitori) e gli inglesi, passata alla storia peraltro perchè fu l'occasione in cui l'ammiraglio Nelson perse il braccio. Ma fu nel 1402 che cominciò la conquista delle isole per parte degli spagnoli, con una durata di circa 100 anni. E l'ultima isola in essere conquistata fu proprio Tenerife. Ci fu una lotta estremamente cruenta tra gli spagnoli e gli Guanches, che vennero poi sterminati. Alla fine, Alonso Fernandez de Lugo conquistò Tenerife nel 1496. Las Canarias passarono così dalla prestoria al rinascimento. I castellani imposero la religione, la cultura ed i valori, ma gli indigeni continuarono a opporre resistenza. Si mescolarono così gli aborigeni con i conquistatori, con gli europei (italiani, francesi, inglesi, interessati all'isola per il commercio e la posizione strategica), e anche con i nord africani. |